Updates from luglio, 2008 Toggle Comment Threads | Scorciatoie da tastiera

  • Giampiero Bonifazi 7:35 pm on Thursday, July 10, 2008 Permalink | Replica
    Etichette: pamplona, san fermin, txupinazo   

    Feria di San Fermin (Pamplona) 

    Dopo sei mesi di residenza in Spagna (Madrid) sto cominciando a capire meglio la cultura e tradizione del ‘toro’ e pur non giustificando affatto lo spettacolo della corrida, posso comprendere meglio l’emozione, l’adrenalina, la follia che c’è nel vedere un torero sfidare un toro o come nel caso di Pamplona, nel farsi inseguire da un gruppo di tori da 500kg ciascuno per le strade del paese correndo il rischio di essere incoranto (è raro che qualcuno muoia ma è molto frequente che ci scappino feriti anche gravi).

    Ma non si può capire il fenomeno senza conoscere il contesto in cui tutto ciò avviene, senza conoscere la centenaria tradizione dell’allevamento del toro, dell’impatto e dell’influenza che ha anche sull’economia del paese e sul bilancio familiare di molte famiglie soprattutte delle cittá più piccole, tale da trasformare il toro in un animale quasi ‘sacro’.

    San Fermin che si svolge da centinaia di anni a Pamplona nella comunitá di Navarra è solo una delle tante feste che si celebrano in Spagna durante l’anno, ma è sicuramente quella che ha una maggiore visibilitá mediatica (anche internazionale). Dura nove giorni  (e nove notti) a partire dall’inaugurazione (con il rito del Txupinazo), dove migliaia di persone attendono il lancio del ‘choete’ (razzo) dalla terrazza del comune (accalcati e inzuppati di vino con il loro ‘pañuelo’ rosso in mano) per proseguire con feste, celebrazioni al santo, riti e tradizioni di ogni genere e ovviamente  con i famosi ‘encierros’ la cavalcata dei tori per le strade cittadine che avviene ogni mattina puntualmente alle 8 per tutti i giorni della ‘feria di San fermin’ (diventato uno spettacolo turistico ma che altro non è che una antichissima tradizione del lavoro de ‘los pastores’)

    Continuando a vivere in Spagna potrò forse un giorno a capire meglio ed chissá apprezzare la ‘corrida’ e l’uccisione del toro come spettacolo… per ora ancora non riesco a vederne il significato anche se in certo senso la corrida potrebbe essere considerata l’ultima possibilitá del toro di difendere la propria vita o morire comunque con onore e celebrazione (il destino dei tori è purtroppo comunque, come quello degli altri animali d’allevamento, morire ucciso in un mattatoio…)

    Link utili:

    El Txupinazo
    http://www.youtube.com/watch?v=hVCmv6zIGyQ

    El cuarto Encierro:
    http://www.elpais.com/articulo/cultura/salvo/pitones/grandes/San/Fermin/elpepucul/20080710elpepucul_2/Tes

    Photogallery:
    http://www.elpais.com/fotogaleria/San/Fermines/2008/5628-6/elpgal/

    San Fermin visto dall’Italia:
    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/07_Luglio/09/pamplona.shtml
    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/07_Luglio/17/pamplona_foto_bambino.shtml

     
  • Giampiero Bonifazi 11:38 pm on Monday, May 26, 2008 Permalink | Replica
    Etichette: ferrovie, italia   

    Arrivederci Italia… 

    Stazione di Fiumicino Aeroporto (Roma)

    Stazione di Fiumicino Aeroporto (Roma)

    Ho avuto occasione di tornare per un solo giorno in Italia (a Roma) dopo quattro mesi di residenza a Madrid. Pensavo che ciò che si dice qui sull’Italia e sugli italiani fosse un’esagerazione e conseguenza del campanilismo che ogni nazione ha nei confronti della propria terra. La Spagna non è certo esente dai problemi ma passare da Madrid (aeroporto di Barajas) a Roma (Fiumicino) è stato disarmante: a parte la differenza tra i due aeroporti in termini di efficienza e fruibilità, per raggiungere Roma dall’aeroporto ho dovuto pagare 11€ per il biglietto (di sola andata) per percorrere meno di 20km. Treni con mezzora di ritardo in media con punte di 1 ora, banchine della stazione sporche, segnalazioni di cambio binario scritte a penna su fogli di carta, obliteratori rotti…

    Ho provato imbarazzo nello spiegare a turisti americani, spagnoli, giapponesi, inglesi come prendere il treno giusto dalla banchina giusta, dal momento che i suddetti cartelli ‘scritti a penna’ erano ovviamente solo in italiano… L’arrivo del treno (in ritardo) è stato agghiacciante, un treno vecchio e sporco, una residuato dei finanziamenti per i mondiali del 1990 (sono passati oramai quasi venti anni da allora ma neanche i finanziamenti avuti dalla città di Roma per il giubileo del 2000 sono serviti per una ammodernamento delle ferrovie). A bordo del treno un messaggio sonoro, dopo un doveroso benvenuto, sottolineava come fosse obbligatorio obliterare il biglietto pena salate multe (ma le obliteratrici erano per lo più rotte), il messaggio proseguiva poi con l’informazione sulla durata di partenza e di arrivo… siamo partiti con 10 minuti di ritardo ed arrivati con 25 minuti di ritardo rispetto a quanto annunciato…
    Ma bisogna vedere positivo anche nelle cose negative, questo tempo sul treno mi è servito per leggere un quotidiano (Il Corriere Della Sera) e farmi un’idea di cosa è attualità in Italia in questo periodo:
    Meno male che siamo arrivati a Termini ed ho smesso di leggere il giornale…  L’accesso alla metropolitana non è stato da meno, vagoni vecchi, sporchi e sovraffollati…
    Il ritorno all’aeroporto non è stato diverso dall’andata ma almeno non c’è stato ritardo.. mi chiedo però perchè ho dovuto pagare 12€ (all’andata 11€)… forse perchè il biglietto (per evitare una fila alla biglietteria) l’ho dovuto comprare direttamente al binario da un controllore delle Ferrovie Dello Stato che in qualche modo deve essere ‘compensato’ per il suo duro lavoro… mah!

    Arrivederci Italia..

     
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